Il ministro della malavita
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Gli storici attribuiscono a Giovanni Giolitti molti meriti nella modernizzazione d’Italia. Ma alcuni suoi contemporanei diedero di lui
giudizi meno lusinghieri o addirittura negativi. Tra i suoi più implacabili avversari ci fu all’inizio del Novecento il meridionalista Gae
tano Salvemini. Egli accusava il presidente del Consiglio di mantenere scientemente il Mezzogiorno d’Italia in condizione di grande
arretratezza, prima di tutto politica. E di praticare senza scrupoli brogli e violenze elettorali, pur di legare a sé i deputati meridionali.
Per questo Salvemini chiamò Giolitti il «ministro della malavita»
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