Emigrazione e imperialismo
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I movimenti migratori sono prodotti delle politiche imperialistiche dei paesi più forti rispetto a quelli meno forti in una scala che comprende i vari gradi di potenza/ricchezza e che allo stesso tempo aggravano ulteriormente gli squilibri esistenti tra paesi più ricchi e più deboli, in una spirale che si autoalimenta ed amplifica, per forza di cose, questi movimenti. In questo ambito c’è una differenziazione tra i paesi che necessitano di forza lavoro a tempo determinato legato ai cicli economici (paesi nord europei) e quelli che ne hanno bisogno a prescindere dai cicli finché non hanno colonizzato i grandi territori di pertinenza (paesi nord e sud americani). In generale, i movimenti avvengono, anche all’interno delle medesime aree nazionali, nella stessa direzione in cui confluiscono i grandi capitali che vi vengono concentrati.
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