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Come si rubava nel Regno d’Italia 1848-1872

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Urbano Rattazzi, allora ministro di Grazia e giustizia, nel 1854 scrisse:
In Piemonte “i reati contro alle proprietà, e massime quelli commessi nelle campagne, sono un male talmente esteso e radicato nel paese…” (Storia dei ladri nel Regno d’Italia –Torino 1869, .)
E un altro deputato affermò in parlamento:
“I furti di campagna sono una lebbra che ormai si estende sopra tutta la faccia del paese”. (Storia dei ladri nel Regno d’Italia –Torino 1869, )
In Piemonte si rubava di tutto, anche le toghe dei giudici, ed erano tanti i furti che avvenivano nelle chiese di giorno che (nel 1857)
il Vescovo d’Ivrea invitò i parroci a vendere i vasi sacri d’oro e d’argento, e a sostituirli con altri in rame argentato e dorato. (Storia dei ladri nel Regno d’Italia –Torino 1869, ).

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COD: Libri 23 Categoria: Generi: , , Product ID: 1313

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