Quaderni del Sud e Quaderni Calabresi 110 111
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Informazioni aggiuntive
| Numeri | 110 111 |
|---|---|
| Data di pubblicazione | gennaio marzo 2011 |
| Proprietà | z.e. |
Disponibile
Descrizione
I Quaderni del Sud e i Quaderni Calabresi furono due riviste fondate dall’avvocato e intellettuale Giuseppe Tassone, con il contributo di Nicola Zitara e altri studiosi e attivisti meridionalisti. Queste pubblicazioni nacquero nel contesto del dibattito sul Mezzogiorno d’Italia negli anni ‘ 60 ’70 e ’80 del Novecento, con l’obiettivo di analizzare e denunciare le conseguenze del processo di unificazione italiana sul Sud, sostenendo la tesi che l’Italia fosse diventata una colonia economica del Nord.
Quaderni del Sud
Fondata nel 1968, questa rivista si concentrava sulle questioni economiche, sociali e politiche del Meridione, analizzandole con un approccio critico e marxista. Tassone e i suoi collaboratori sostenevano che il Sud fosse stato integrato nell’Italia unita in una posizione subalterna, con un’economia dipendente dalle decisioni del Nord industrializzato. Tra i temi trattati c’erano:
- La questione meridionale come problema strutturale e non solo sociale.
- Il ruolo della borghesia meridionale e la sua dipendenza dal potere centrale.
- L’emigrazione forzata come strumento di controllo del Sud.
- L’uso distorto dei fondi pubblici per mantenere il Meridione in una condizione di arretratezza pianificata.
Quaderni Calabresi
Questa rivista, successiva ai Quaderni del Sud, nacque con l’obiettivo di approfondire specificamente la situazione della Calabria. I suoi temi principali includevano:
- La denuncia dello sfruttamento delle risorse calabresi da parte del Nord.
- L’analisi del sottosviluppo come condizione imposta e non naturale.
- Il ruolo della ‘ndrangheta come fenomeno che prosperava anche grazie alla debolezza dello Stato.
- La necessità di una presa di coscienza e di una rinascita autonoma del Sud.
Nicola Zitara, storico e scrittore meridionalista, fu uno dei principali collaboratori di queste riviste e contribuì a sviluppare l’idea che l’Italia unita fosse, in realtà, un sistema coloniale interno, in cui il Nord sfruttava il Sud per il proprio sviluppo economico.
Francesco Tassone è stato un avvocato, magistrato, scrittore e storico calabrese, noto per il suo impegno nel meridionalismo e nell’autonomismo del Sud Italia.
Queste pubblicazioni furono strumenti fondamentali per la diffusione del pensiero indipendentista e per l’approfondimento del cosiddetto “neomeridionalismo”, una corrente critica che, ancora oggi, influenza alcuni movimenti e studi sulla questione meridionale.

